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Biografia

1968
Maria Ditaranto nasce a Putignano, in provincia di Bari.

1969 - 1989
Vive la sua infanzia e la sua adolescenza in un piccolo paese della Puglia, a Ginosa Marina: sulle falde meridionali della Murgia tarantina, che si affaccia sul mar Ionio, tra Taranto e Metaponto, famosa per aver dato asilo a Pitagora. Ha compiuto i suoi studi tecnico professionali e applicativi - orientati alle esigenze del mondo del lavoro - a Taranto, presso l'Istituto Francesca Saverio Cabrini, conseguendo il diploma di tecnico pubblicitario, nel 1987.

1989 - 1999
Nel 1989 si trasferisce a Potenza, dove inizia la sua attività professionale e artistica. Nell’arco di questo decennio, come tecnico pubblicitario, si è occupata di sviluppare le strategie e le campagne pubblicitarie di alcune aziende, adottando linguaggi creativi e promozionali al passo con i mutanti mezzi di comunicazione: che dai precedenti sistemi di produzione - sul piano tecnologico - sono passati, in quegli anni, a nuovi livelli specialistici di tipo digitale, informatico e telematico. Nello stesso periodo, a livello artistico, Maria Ditaranto ha sperimentato varie tecniche, incentrando la sua attenzione verso i ritratti e le nature morte: due generi che affondano le loro radici nel mondo antico, a torto messi da parte dalla modernità artistica. Alla realtà, rielaborata in chiave espressiva e “cromaticamente calda” Maria Ditaranto ha prestato, in quegli anni, grande attenzione. Ha fatto propria la lezione dello storico dell’arte Lionello Venturi che riteneva che “l’immaginazione creatrice di un’opera d’arte non rifugge dalla realtà, anzi la penetra, ne coglie l’aspetto che l’identifica col modo di sentire dell’artista”. In questo decennio la sua attività è stata tutta concentrata sulla ricerca, convinta che gli atelier sono lo spazio migliore che l’artista possa dedicare alla crescita del proprio mestiere. Essi sono un luogo polivalente e formativo: dove si producono le opere d’arte (in attesa di una vendita che verrà quando i tempi saranno maturi per rispondere meglio alle logiche di un mercato che è molto competitivo) e dove ci s’incontra con altri artisti e con i mercanti, con i galleristi, con i semplici committenti e con i potenziali collezionisti. In questi anni ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive, fra le quali si segnalano: il Concorso Nazionale di pittura “Filippo Salesi” - Città di Sanremo, nel 1997 e il Premio Internazionale di pittura “La Portella” a Carsoli (in provincia di L'Aquila) nel 1998.

1999 - 2001
Per il Grande Giubileo del Duemila – evento, per portata storica, senza precedenti nella storia della Chiesa Cattolica - è chiamata a realizzare le tele della Volta di San Valentino nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Abriola, in provincia di Potenza. Le venti tele, da lei realizzate, raffigurano scene della Bibbia e del Vangelo i cui protagonisti hanno i volti degli abitanti del paese, del Vescovo e del suo Vicario. L’intero lavoro, complesso nella sua elaborazione pratica, risponde ai contenuti teologici (a proposito dei criteri da adottare per giudicare la realtà temporale, senza mai perdere di vista la persona umana) che sono contenuti nella bolla d’indizione (la «Incarnationis mysterium») dell’Anno Giubilare; in cui Papa Giovanni Paolo II sostiene che “l’'ingresso nel nuovo millennio incoraggia la comunità cristiana ad allargare il proprio sguardo di fede su orizzonti nuovi nell'annuncio del Regno di Dio”. Contestualmente, Maria Ditaranto realizza una serie di dieci tavole litografiche che rappresentano l'Amor Sacro e l’Amor Profano, dove perfeziona la sua ricerca sui contenuti estetici della storia dell’arte (già intrapresa in anni giovanili: tra il 1989 e il 1999) intorno alla lezione del filosofo e umanista, Marsilio Ficino - tra gli autori patri del Rinascimento - che con la sua Accademia Neoplatonica s’intrattenne per primo sulla contrapposizione della “Venere terrena” e la “Venere celeste” dicendo: “Veggiamo ancora due Veneri: l’una è la forza di quest’Anima di conoscere le cose superiori: l’altra è la forza sua di procreare le cose inferiori. La prima non è propria dell’Anima: ma è un’imitazione della contemplazione Angelica. La seconda è propria dell’Anima... “ (Marsilio Ficino, Sopra lo Amore ovvero Convito di Platone, capp. VII, VIII, XI).

2001
Nel 2001 il Comune di Potenza commissiona all'artista il dipinto Le meditazioni di Francesco - una tela dipinta a olio - in cui emerge il rapporto dell'uomo con la natura. L’opera è stata donata dalla città di Potenza, alla città di Assisi. Da quel momento in poi inizia a cambiare la ricerca stilistica portata avanti da Maria Ditaranto che dopo anni trascorsi in una lunga sperimentazione sulla rappresentazione della figura umana - recante al centro gli aspetti psicologici - passa a nuove “pratiche ornate” che la portano a realizzare delle strutture compositive - molto più complesse rispetto alle precedenti “scene di genere” – in cui l’artista incentra la sua nuova ricerca immaginifica e creativa, su scelte di tipo simbolico e semantico.

2002 – 2004
Tra il 2002 e il 2004 realizza le copertine di alcune pubblicazioni, tra le quali: “La Crescenda” di Nina Guarino (2002); “In viaggio con Amore” un romanzo scritto da Aldo Giuffrè (2003); “Coraggio e debolezza” di Giovanni Di Lena (2003); “Il ragazzo di luce” di Pasquale Totaro Ziella (2004). Nel 2004 partecipa alla mostra “Pittori e Scultori della Provincia di Potenza” organizzata all’interno degli “Eventi di Primavera" promossi dalla Provincia di Potenza, nell'ambito delle iniziative del Polo della Cultura. Alla collettiva parteciparono ventisette artisti selezionati da una Commissione tecnica composta da: Stefano Fugazza, storico dell'arte; Laura Gavioli, critico d'arte e Franco Corrado, giornalista.

2011
Nel 2011 è stata tra gli artisti invitati dallo storico dell’arte, Vittorio Sgarbi a partecipare al “Padiglione Italia” della 54^ Biennale di Venezia (nella sezione dedicata alla Basilicata). Con questa iniziativa il curatore dell’evento, Vittorio Sgarbi volle tentare “nei capoluoghi di regione, con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura e di Direttori di musei, (…) l'inventario di pittori, scultori, fotografi, ceramisti, designer, video artisti, grafici” operanti sui territori regionali. Le loro opere furono esposte “nelle sedi più rappresentative e prestigiose del Paese”. Sempre nelle parole di Vittorio Sgarbi, con questa manifestazione, Padiglione Italia, fu consentita “l'esposizione di circa mille artisti, in corrispondenza con l'epopea dei Mille nel 150° dell'Unità d'Italia”. L’evento si è svolto a Potenza, nei locali della Galleria Civica.

2013
Nel 2013 partecipa a quella che nell’intenzione dei suoi promotori pubblici nacque come una “esposizione permanente degli artisti potentini e dell’area metropolitana”. La mostra s’intitolava “Artinomìe” e fu curata dal critico d’arte, Anna R.G. Rivelli e dall’artista, Giovanni Cafarelli: che con questa iniziativa (tenuta nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo, in Largo Pignatari, a Potenza) vollero realizzare, per conto del Comune di Potenza, a un "Museo virtuale degli artisti della città”. Lo stesso anno Maria Ditaranto vince un Concorso indetto dai Vigili del Fuoco di Potenza, con un dipinto in cui è ritratta Santa Barbara.

2014
Nel 2014 espone le sue opere nel circolo culturale “Gocce d’Autore” a Potenza. Si trattò di un’esperienza in cui l’artista potette rimarcare la sua volontà di cimentarsi nella pittura – com’è stato scritto - “modellando la sua vita in funzione delle sue doti” convinta che il dipingere rappresenta, sì, un talento ma “principalmente è una necessità; è un bisogno incessante; più che uno svago, è un dolore inframezzato all’ardore della rivelazione di sé, sopra una tela”.

2015
Nel 2015 partecipa alle seguenti manifestazioni artistiche:

    • “Il festival delle emozioni” – Martina Franca – Taranto.
    • “Il ritratto”- Sala dei Dioscuri – Quirinale – Roma;
    • “Festival delle Arti” di Lagonegro di Armando Mango;
    • “Punti di vista tour” a sostegno della legalità “- Battipaglia (in provincia di Salerno). Sui quotidiani e sulle riviste specializzate s’inizia a descrivere le nuove scelte estetiche adottate da Maria Ditaranto, come qualcosa che “partendo dagli occhi, dall’essenziale” raggiunge i “particolari, ugualmente irrinunciabili” (cit. Da La Nuova).
2016
Nel 2016 la sua attività artistica si fa sempre più intensa. Vince, a Vibo Valentia, il Premio “Art Contest Upstream”. Riceve una menzione speciale alla “Biennale d’Arte Contemporanea di Salerno”; è segnalata nel Catalogo dell’Arte Contemporanea 2016/2017 dell’Acca Edizioni e partecipa alle seguenti mostre:

    • “I CARE – ovvero la liturgia del prossimo – le opere di misericordia” - Galleria Civica, Potenza;
    • “Dislessia, consapevolezza e vitalità” – Biblioteca Nazionale, Potenza;
    • “Vol’Arte” – Museo Provinciale, Potenza;
    • “International Music Art – Oltre le virtù”- Martina Franca (in provincia di Taranto);
    • “Creativity”- Associazione “La Quinta Porta” - Potenza;
    • “7 Chiese/7 Opere - Miserere: le opere di misericordia corporali” – Chiesa di San Giacomo, Lucera (in provincia di Foggia);
    • Arte Padova 2016 - Galleria Esserre, Roma;
    • Bergamo Fiera 2016 - Galleria Esserre, Roma.
2017
Nel 2017 il Consiglio Regionale della Basilicata - Commissione Pari Opportunità, affida all'artista l’incarico di realizzare le statuette da assegnare alle vincitrici del “Premio Ester Scardaccione 2017”. Nel 2017 avviene il cambio epocale delle scelte stilistiche, adottate da Maria Ditaranto. I prodromi di questa cambiamento estetico c’erano già stati l’anno prima: nel 2016. Il critico d’arte Rino Cardone così scrisse sul mutamento di figure, forme e colori da lei realizzato: “Maria Ditaranto si è lasciata, intenzionalmente, alle spalle la sua ricerca precedente, fatta di ritratti, di nature morte e di scene di genere. Le immagini da lei, ora, create rinviano, nei contenuti e negli argomenti trattati, a qualcosa che va oltre a quello che si vede, pur conservando una piena aderenza: sia con l’evidenza della realtà (così come quest’appare) e sia con “la tangibilità delle cose” (che riconduce il tutto alla filosofia dell’archè e alla “natura primigenia” che domina il mondo). Questa scelta estetica ha portato Maria Ditaranto a esprimersi con una “pittura espressiva” sviluppata: per simboli, per concetti, per idee, per pittogrammi, per manifestazioni ideogrammatiche dell’inconscio umano, per forme strutturate della mente e per visioni che superano la soglia della coscienza. E che sono funzionali tutte insieme, nello stesso tempo, a dimostrare la complessità della psiche umana”. Nello stesso anno l’artista partecipa alle seguenti mostre personali e collettive:

    • “Arte contemporanea che emerge” – Fondazione Mazzoleni, Alzano Lombardo - in provincia di Bergamo;
    • “Miserere. Le opere di Misericordia corporali” – Museo Ecclesiastico Diocesano di Troia - in provincia di Foggia (testo critico Rino Cardone);
    • Le due lune di Lilith” – Personale di pittura – Galleria Idearte, Potenza (personale a cura di Rino Cardone);
    • Opere di Maria Ditaranto ne "Il Mondo di Federico II” – Castel Lagopesole, Potenza;
    • Le Manifestazioni gemelle - Bicentenario della nascita di Bahà'u'llàh - Galleria Idearte, Potenza (collettiva a cura di Rino Cardone).
2018
Nel 2018 il Consiglio Regionale della Basilicata, commissiona all'artista otto tele da consegnare ai vincitori del Premio "Lucani Insigni". A proposito delle opere realizzate nell’ultimo biennio (2017/2018) il critico d’arte, Rino Cardone così scrive: “Il primo elemento estetico che viene fuori da questi suoi dipinti, più recenti, è l’aver dato corpo a una “soluzione semiotica” (espressa per simboli) che è supplementare e aggiuntiva alla “rappresentazione sinottica” (d’insieme) della figura. Ne è nata una soluzione creativa, energica e affascinante, pregnante e attraente: sia per la scelta delle tinte (bianchi di zinco, di titanio e di bario; giallo ocra; rosso Tiziano; lacca di robbia; nero bitume e blu d’oltremare) e sia per le immagini proposte (figure femminili, volatili e insetti)”. E ancora: “Il secondo “codice espressivo” utilizzato da Maria Ditaranto è quello dei simboli. Usando le parole di Luigi Blasucci, possiamo affermare che alcuni di questi “timbri concettuali”- elaborati dalla pittrice – mostrano «una compresenza di realtà e astrazione, e di rifondazione del pensiero nei sensi». In alcuni casi si tratta di “marchi visivi” sviluppati secondo un “codice espressivo” di tipo zoomorfo: libellule, falene, farfalle, corvi e uccelli di vario genere. E in altri casi si tratta, invece, di forme e figure che è come se rispondessero a un “codice essoterico” (palese e palpabile) basato su più “fattori formali”. E tra questi “fattori formali” troviamo, innanzitutto, l’incanto interiore della spiritualità, quella che appartiene all’artista. E che lei trasmette, a sua volta, attraverso i suoi quadri. C’è poi la potenza della forza meditativa, quella che nasce dalla mente di chi ha concepito e di chi ha composto l’opera: per affidarla - in un ultimo passaggio ideale - a chi la osserva e a chi la fruisce. E troviamo, infine, l’incanto e lo stupore esercitati sia dal disegno e sia dalla materia cromatica, di cui si compone la sostanza stessa del dipinto. La somma di tutte queste “varianti estetiche” determina, di fatto, la malia e il senso di “affascino magico” del tema rappresentato, di volta in volta, dall’artista”. Nel maggio del 2018 l’artista tiene nei locali della “Fondazione Mazzullo” presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano, a Taormina, la mostra “Le Manifestazioni Gemelle - Bicentenario della nascita di Bahà'u'llàh” a cura di Rino Cardone e Mariateresa Papale. Dal giugno del 2018 e per tutta l’estate, un gruppo di opere di Maria Ditaranto fa parte di una rassegna annuale organizzata dalla Fondazione Mazzoleni. L’iniziativa - denominata “Summer Art” - è giunta alla sua dodicesima edizione. Si tratta di un evento di grande prestigio internazionale; con le opere, di ventuno artisti selezionati, esposte in uno dei villaggi turistici più esclusivi al mondo: quello di Forte Village, vicino Cagliari, in Sardegna. Al riguardo della sua più recente produzione artistica, Maria Ditaranto ama dire che “attraverso il racconto delle storie dei protagonisti dei miei dipinti, espleto la necessità di connessione con la Natura e con il Creato, in una sorta di simbiosi cosmica”. I dipinti di Maria Ditaranto sono presenti nella Galleria del Consiglio Regionale di Basilicata e in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

Si sono occupati del suo lavoro:
Vittorio Sgarbi, Stefano Fugazza, Laura Gavioli, Rino Cardone, Fiorella Fiore, Gerardo Messina, Anna R.G. Rivelli, Franco Corrado.

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